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Cittadinanza - Concessione per matrimonio

La cittadinanza italiana si basa sul principio dello 'ius sanguinis' (diritto di sangue), per il quale il figlio nato da padre italiano o da madre italiana è italiano.

I cittadini stranieri, tuttavia, possono acquistarla se in possesso di determinati requisiti.
La materia è attualmente regolata dalla legge n. 91 del 5 febbraio 1992 e successivi regolamenti.
In base a questi è possibile individuare due tipologie di concessione:

CONCESSIONE PER MATRIMONIO (art. 5)
CONCESSIONE PER RESIDENZA (art. 9)

Dal 18 giugno 2015 è obbligatorio utilizzare il nuovo servizio - messo a punto dal Ministero dell'Interno - per l'invio telematico della domanda di conferimento della cittadinanza italiana.

Cosa deve fare il richiedente
Il richiedente compilerà la domanda, utilizzando le credenziali d'accesso ricevute a seguito di registrazione sul portale dedicato, e la trasmetterà in formato elettronico, unitamente ad un documento di riconoscimento, agli atti formati dalle autorità del Paese di origine (atto di nascita e certificato penale) e alla ricevuta dell'avvenuto pagamento del contributo di euro 250,00 previsto dalla legge n. 94/2009, e successivamente aggiornato dal D.L. n. 113/2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 132/2018.

Per maggiori informazioni: link al sito del Ministero

1) CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA A CITTADINI STRANIERI CONIUGATI CON ITALIANI (art. 5)

Chi può fare la richiesta :
Lo straniero coniugato con cittadino/a italiano/a con almeno due anni di residenza legale (intesa dalla decorrenza di iscrizione anagrafica in un Comune italiano) dopo la celebrazione del matrimonio, termine ridotto a un anno se dai coniugi sono nati o sono stati adottati figli (oppure con almeno tre anni dalla data del matrimonio se residente all'estero), qualora, al momento dell'adozione del decreto di concessione della cittadinanza non sia intervenuto lo scioglimento, l'annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio e non sussista la separazione personale dei coniugi.

Cosa fare:
La domanda di cittadinanza va presentata esclusivamente in via telematica, come indicato all'inizio di questa pagina.

Lo straniero che risiede all'estero deve presentare domanda alla competente Autorità Consolare italiana.

NOTA BENE
I rifugiati politici , in luogo della documentazione richiesta al punto successivo, potranno produrre Atto notorio nel quale dovranno essere indicati i seguenti dati, relativi alla persona che presenta l'istanza:
nome, cognome, luogo e data di nascita;
nome e cognome del padre;
nome e cognome da nubile della madre;
e nel quale, inoltre, l'interessato dovrà attestare, sotto la propria responsabilità, di non aver riportato condanne penali e di non aver procedimenti in corso nel Paese di origine e negli eventuali Paesi terzi di residenza, nonché copia dell'attestato dal quale risulti il riconoscimento dello 'status' di rifugiato politico.
Se l'istruttoria si conclude con esito favorevole, il decreto di conferimento della cittadinanza italiana, a firma del Prefetto (o del Ministro dell'Interno o Sottosegretario delegato in casi particolari), viene notificato dal Comune di residenza (o dalla Prefettura - U.T.G. nel solo caso di residenza nel Comune di Ancona) all'interessato, il quale, entro 6 mesi dalla notifica , deve prestare giuramento presso il Comune di residenza e acquista la cittadinanza italiana dal giorno successivo al giuramento.

Per approfondimenti LINK alla pagina cittadinanza del sito M.I.

Requisiti

Lo straniero coniugato con cittadino/a italiano/a con almeno due anni di residenza legale (intesa dalla decorrenza di iscrizione anagrafica in un Comune italiano) dopo la celebrazione del matrimonio, termine ridotto a un anno se dai coniugi sono nati o sono stati adottati figli (oppure con almeno tre anni dalla data del matrimonio se residente all'estero), qualora, al momento dell'adozione del decreto di concessione della cittadinanza non sia intervenuto lo scioglimento, l'annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio e non sussista la separazione personale dei coniugi.

Costi

La legge 15 luglio 2009, n. 94, ha introdotto un contributo per le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza; tale contributo è stato successivamente aggiornato a 250 euro dal D.L. 4 ottobre 2018, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2018, n. 132. Per il pagamento di questo contributo, si può utilizzare il modello del bollettino di conto corrente postale a tre sezioni, indicando i dati del modello linkato di seguito (oltre a quelli dell'interessato al procedimento di cittadinanza), oppure si può stampare, ritagliare e utilizzare il predetto modello; è altresì ammesso il pagamento tramite istituto bancario, purché risultino sull'attestazione di pagamento gli stessi dati del bollettino. Si faccia attenzione a non utilizzare il modello in uso precedentemente all'emanazione del D.L. n. 113/2018, dove è ancora indicato il vecchio importo di 200 euro. Si faccia attenzione, altresì, a indicare nei campi ESEGUITO DA e RESIDENTE IN i dati dell'interessato al procedimento di cittadinanza, indipendentemente da chi esegue materialmente il pagamento del bollettino. L'interessato dovrà poi consegnare, all'atto della presentazione della documentazione originale in seguito alla convocazione, la prima sezione (Attestazione di Versamento) del bollettino o la ricevuta bancaria.

Normativa

Riferimenti normativi:


- Legge 5 febbraio 1992, n. 91 (legge sulla cittadinanza)
- D.P.R. 12 ottobre 1993, n. 572 ( regolamento di esecuzione della legge)
- D.P.R. 18 aprile 1994, n. 362 (regolamento sui procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana)
- Legge 15 luglio 2009, n. 94 (art. 1 , commi 11 e 12), che dall'8 agosto 2009 ha modificato i requisiti per la richiesta di cittadinanza per matrimonio e introdotto un contributo per le domande di cittadinanza
- Legge 12 novembre 2011, n. 183 (art. 15) , che ha introdotto l'obbligo dell'autocertificazione (applicabile anche alle richieste di cittadinanza)
- Direttiva del ministro dell'interno 7 marzo 2012 , che dal 1° giugno 2012 ha attribuito ai prefetti la competenza per i provvedimenti in materia di cittadinanza per matrimonio
- Decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (art. 14), convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2018, n. 132.

Incaricato

Ufficiale di Stato civile

Tempi complessivi

entro 6 mesi dalla data di acquisizione del decreto di conferimento della cittadinanza

Termini e modalità di ricorso

Ricorsi amministrativi e giurisdizionali

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