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Tempio a Pozzo di Sa Brèca (Sa Brècca)

Inquadramento geografico
Il pozzo sacro di Sa
Brecca è ubicato nella località di Sàrrala ‘e Sùsu della Marina
di Tertenia (Ogliastra). Il sito prende il nome dal rio Sa Brèca
(in IGM Sa Brècca) e dall'omonimo ovile per caprini (Coìli 'e
Sa Brèca) che sorge sui resti dell'insediamento protosardo. Il corso
d'acqua è uno dei più importanti di questo versante e sfocia nella
spiaggia di Fògi Mànna (IGM Foxi Manna).
L'intera sub-regione
denominata Sàrrala occupa un'area di circa 20 km², delimitata ad
est della linea spartiacque che va da Monte Ferru a S’Arcu ’e
Sàrrala ’e Susu, e segue il crinale di Sa Sèrr’e Mari
attraversando S’Arcu ’e Sàrrala ’e Basciu, S’Arcu ’e sa
Cannèra, Monti ’e is Cròbus. A est il confine è il Mar
Tirreno, dal Capo Sferracavallo a nord all’area di
Barisòni a sud . Il paesaggio è caratterizzato da una sorta di
anfiteatro montuoso che si prolunga per tutta la catena de Sa Serr'e
Màri fino a capo San Lorenzo, circondando una piana
alluvionale intervallata da una serie di colline. Il tutto si affaccia
sul mare che favorisce un microclima differente e più mite rispetto a
quello delle zone più interne del territorio.
Tra le rocce
prevalgono quelle magmatiche come porfidi, graniti e ignimbriti, con
filoni di quarzo, barite e diversi altri minerali che sono stati
interessati da attività minerarie fino al secolo scorso. Poco frequenti
le rocce metamorfiche rappresentate da alcune varietà di scisti.
I confini naturali
sono netti e probabilmente in passato potevano coincidere con i limiti
geopolitici di un sistema di piccoli cantoni nuragici, comprendente un
numero accertato di 22 nuraghi nell'attuale giurisdizione del Comune
di Tertenia che, insieme ai nuraghi delle isole amministrative di
Arzana, Lanusei e Loceri, avevano il controllo totale
della linea di costa e delle vie di penetrazione. Un numero imprecisato
di nuclei abitativi d'estensione ridotta e in genere composti da capanne
con pianta circolare, accompagnano gran parte dei suddetti nuraghi, di
cui almeno 13 possiedono una pianta di tipo complesso. Per quanto
riguarda i luoghi di culto, allo stato attuale delle ricerche è
accertata la presenza di quest'unico pozzo sacro, anch'esso accompagnato
da un abitato. A questi insediamenti di tipo abitativo e religioso si
aggiungono un numero imprecisato di tombe di giganti.
Descrizione
Nel sito di
Sa Brèca
sono momentaneamente ben distinguibili due edifici: il Tempio a Pozzo e
una capanna sub-circolare con sedili lungo le pareti. Il tutto
sembrerebbe essere racchiuso da un
temenos
che doveva separare l’Area Sacra dal vicino abitato (non ancora
interessato da sondaggi di scavo).
Il Pozzo Sacro è
composto da un atrio di forma trapezoidale (in un secondo momento
modificato in forma rettangolare) aperto a Sud-Ovest, un vano scala e
due camere sovrapposte e voltate a
tholos.
Dall'atrio si accede
al vano scala di luce trapezoidale (l'altezza media è di circa m. 4) con
copertura architravata a “scala rovesciata” composta da grossi blocchi
di porfido locale vagamente squadrati. Il vano, danneggiato nella sua
parte iniziale, contiene una scalinata di cui sono visibili i primi 11
gradini in lastre di scisto (larghi circa 2,20 metri, lunghi 30 cm e
alti in media circa 25 cm). Attualmente portata alla luce per un terzo
della sua lunghezza totale, la scala dovrebbe possedere circa 40
gradini. Questa conduce a una camera sotterranea di pianta circolare
che intercetta una ricca vena d'acqua. La tholos è perfettamente
intatta, costruita in opera poligonale di con massi di rocce locali e
basalto di tonalità prevalentemente rossastra. Con un diametro di circa
4 metri, la
tholos
ha un altezza compresa tra i 5 e i 6 metri sul livello dell’acqua che
raggiunge attualmente una profondità massima di circa 2 metri.
Peculiarità del
nostro Tempio a Pozzo è la camera superiore. Infatti, a differenza di
gran parte dei Pozzi Sacri conosciuti, quello di
Sa Brèca
conserva quasi intatta la camera superiore della struttura templare.
Questa era coperta a
tholos,
con un diametro di quasi 4 metri (circa 3,85 metri) residua per oltre 5
metri d’altezza. Non siamo in grado di fare ipotesi sulla sua funzione
poiché non sono stati recuperati materiali archeologici validi e quello
che sembrerebbe il suo ingresso è ancora coperto da crollo. Un altro
esempio di Pozzo Sacro a due camere sovrapposte è quello di
Is Piròis
nella località di
San Giorgio
(territorio di
Villaputzu)
a circa 15 km da
Tertenia.
La Capanna 1 presenta
una singolare pianta a
σ.
Lungo le basse pareti sono presenti dei sedili costituiti da lastre di
scisto sovrapposte. Quasi di fronte all’ingresso, si trova un
altare-focolare anch'esso in muratura di lastre di scisto e con una
forma vagamente cuoriforme.
Tecniche murarie
L’architettura è di
tipo misto, anche se la struttura principale sembra essere stata
concepita in un unico momento: poligonale all’interno delle camere di
pianta circolare (dove è difficile distinguere i filari dei muri); a
filari di grosse pietre appena sbozzate nei muri rettilinei (atrio e
vano scala); a filari di lastre sagomate (copertura esterna del
tempio). Sono stati utilizzati materiali misti, sia rocce locali che
importate da altre località. Granititi, porfidi, ignimbriti e
conglomerati sono le rocce che caratterizzano il paesaggio circostante e
utilizzate in gran parte delle sue strutture, mentre scisti, basalti e
rarissime arenarie sono le rocce importate, anche da decine di
chilometri di distanza (per esempio dall’altipiano basaltico di
Tèccu
in agro di
Barisardo),
per essere in particolari parti della struttura. Il basalto è
utilizzato, come in gran parte dei nuraghi della zona, per le zeppe di
rincalzo. Invece si può notare come lo scisto, roccia morbida e
facilmente lavorabile, fosse utilizzato nella parte alta della struttura
più antica, cioè caratterizzava la copertura di tutta la struttura
templare, forse scelta anche per le sue qualità di riflessione della
luce solare.
Reperti
Tra i reperti, oltre
580 monete in bronzo, circa 230 vaghi di collana in pasta vitrea,
oggetti in in bronzo (un pugnale a lama triangolare, frammenti di spade
votive e oggetti d’ornamento) piombo (elsa di spada votiva) e ferro
(una decina di grossi chiodi). Tra i litici teste di mazza, pestelli e
macine a sella. I fittili sono rappresentati da piatti a vernice nera e
imitazione, vasi miniaturistici d’impasto, frammenti di statuine in
terracotta, tazze troncoconiche e frammenti d'altro vasellame
principalmente di tradizione nuragica ma anche di periodo punico, romano
e bizantino.
Frequentazione
Il Tempio potrebbe
essere stato edificato tra il XIV e il XII secolo a.C. e fu attivo per
tutto il periodo nuragico. Intorno al VI secolo a.C. subì un rovinoso
crollo delle strutture murarie interne ed esterne. Le grosse lastre di
scisto della copertura furono riutilizzate nella pavimentazione del
cortile antistante all’atrio, nell’atrio stesso, nel restauro del vano
scala e nella muratura della capanna, materiale altrimenti assente nelle
murature interne più antiche. Dopo questo crollo fu riadattato anche
l’atrio che prese una forma rettangolare grazie a un nuovo muro
parallelo a quello destro già esistente. Questo muro conteneva al suo
interno diverse monete, vaghi di collana e reperti fittili sia nuragici
(dolio miniaturistico in terracotta) che d’epoca storica (piatto a
vernice nera). Grazie a questi dati possiamo supporre che questa
modifica strutturale sia avvenuta in epoca storica, probabilmente in
epoca romana avanzata (II-III sec. d.C.) La maggior parte dei materiali
sono stati recuperati tra l'atrio e il vano scala, come gran parte delle
monete e dei vaghi di collana che erano concentrati intorno allo stipite
sinistro di questo.
All'interno della
Capanna 1, presso un altare-focolare, si sono raccolte oltre 200 monete
d'età imperiale (numerose quelle forate), tra le quali quelle di
Valentiniano
ci riportano in un momento posteriore al 450 d.C.
Pochi frammenti di
brocche e anfore di periodo bizantino testimoniano le ultime fasi di
vita del sito, quando probabilmente fu utilizzato per
l’approvvigionamento idrico dagli abitanti della zona. Infatti non
lontano correva l'antica strada romana e tutt'ora si trova la località
di Sa
Catedràli
( la Cattedrale), dove pare sorgesse un luogo di culto cristiano legato
alla presenza di un antico centro abitato abbandonato intorno all'VIII
sec. d.C.
Stefano Crispu
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